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27.1.11

DISPONIBILE LA NUOVA GUIDA AL CONTO ENERGIA

E' disponibile nel sito del G.S.E. la guida al terzo conto energia con le interpretazioni del Gestore dei Servizi Energetici.
Per scaricare direttamente la guida clicca qui

21.12.10

FOTOVOLTAICO: IN ITALIA SUPERATI I 2.000 MW DI POTENZA INCENTIVATA CON IL CONTO ENERGIA

Nel 2010 raddoppiati i MW installati nel 2009

Superati in Italia i 2.000 MW di potenza fotovoltaica installata su tutto il territorio nazionale con il sostegno degli incentivi in Conto Energia gestiti dal GSE.

A oggi, tra primo e secondo Conto Energia, al GSE sono pervenute domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW.

La Puglia, con circa 450 MW, mantiene il primato della Regione con maggiore potenza installata, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica delle Regioni con maggior numero di impianti in esercizio (18.500), seguita dal Veneto, con 14.320 impianti.

Considerando le ulteriori comunicazioni che perverranno al GSE nelle prossime settimane relative agli impianti entrati in esercizio tra l’inizio di novembre e il 31 dicembre 2010, si stima che la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine anno con il Conto Energia potrebbe sfiorare i 3.000 MW, con una nuova potenza nel solo anno 2010 superiore a 1.500 MW contro i 720 MW installati nell’anno 2009.

Fonte Gse

2.12.10

Comunicazione del GSE - Aggiornamento codici IBAN

Il GSE in data 2 dicembre ha inviato una comunicazione in un formato non leggibile. Il testo riguarda la verifica dei codici IBAN. Riportiamo il testo in formato leggibile.

Gentile Operatore XXX XXXX XXXX XXXXX XXXX,

in occasione delle recenti modifiche del sistema bancario, con fusioni e incorporazioni fra diversi Istituti di Credito, molti codici IBAN nazionali sono mutati.

Impatto rilevante ha avuto senz'altro la fusione per incorporazione che ha riguardato le banche del Gruppo Unicredit, con decorrenza 1/11/10, quali:

Unicredit Banca di Roma SpA

Banco di Sicilia SpA

Unicredit Corporate Banking SpA

Unicredit Private Banking SpA

Unicredit Family Financing Banking SpA

La invitiamo pertanto a verificare se il suo codice IBAN è cambiato e se quello da lei comunicato al GSE per i pagamenti della convenzione SSPXXXXXXXXXXX è ancora valido.

Qualora così non fosse, dovrà procedere alla Variazione dei Dati Bancari con la seguente procedura:

  1. accedere al portale dello scambio sul posto (SSP)
  2. entrare nella sezione in alto Gestione Convenzione - Convenzioni esistenti
  3. in corrispondenza della convenzione cliccare sul simbolo dell' euro €
  4. inserire il nuovo iban
  5. salvare e confermare la modifica.

Le ricordiamo che, per il buon esito del bonifico, il conto corrente indicato sul portale deve esser intestato o cointestato al titolare della convenzione.

Attenzione: non è più necessario l'invio a mezzo fax o posta della stampa della variazione bancaria, la procedura automatica accetterà la richiesta di variazione dati bancari trascorsi tre giorni.

La preghiamo di verificare ed effettuare l'eventuale modifica tempestivamente per evitare che i pagamenti predisposti dal Gse non vadano a buon fine.

12.7.10

Approvati conto energia 2011 e linee guida rinnovabili



Il conto energia fotovoltaico e le Linee guida amministrative per le fonti rinnovabili sono stati approvati
ieri 9 luglio dalla Conferenza Stato–Regioni. A breve i provvedimenti, predisposti dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente, saranno pubblicati in Gazzetta (pubblicheremo già nei prossimi giorni la versione ufficiale di entrambi).


Il nuovo conto energia a partire dal 2011 prevede una riduzione delle tariffe (vedi ultima formulazione), contenuta per i piccoli impianti e più marcata per i grandi impianti, rispetto a quelle attualmente operative. Per gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate ulteriormente del 6% ogni anno. Per gli anni successivi si provvederà con un nuovo decreto (potenza incentivabile con questo decreto è 3mila megawatt).

Il provvedimento prevede la novità di incentivi al fotovoltaico a concentrazione, alle installazioni con sistemi di accumulo e a quelle ad alta integrazione architettonica.
Secondo il provvedimento l’obiettivo atteso per il fotovoltaico al 2020, ai fini del suo contributo al target nazionale, è una potenza di 8.000 MW, molto inferiore a quanto indicato dagli operatori del settore (circa 15mila MW, considerando che già a fine anno saremo intorno ai 2.500 MW).

Le Linee Guida nazionali che sono state approvate dalla Conferanza unificata riguardano l'Autorizzazione Unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (principali contenuti del provvedimento). L’obiettivo in sintesi è di definire modalità e criteri unitari sul territorio nazionale per assicurare uno sviluppo ordinato sul territorio delle infrastrutture energetiche. Lo scopo di definire tali Linee Guida è soprattutto di dare regole certe che possano favorire gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Questo provvedimento è stato predisposto, oltre che dal Ministro dello sviluppo di concerto con il Ministro dell’ambiente, anche dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Le Regioni e gli Enti Locali – a cui oggi è affidata l’istruttoria di autorizzazione – dovranno recepire le Linee guida entro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

Intanto l’8 luglio è stato parzialmente salvato il ritiro da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dei certificati verdi in eccesso sul mercato. La Commissione Bilancio ha infatti approvato l'emendamento con la nuova versione del contestato articolo 45 della manovra, redatto dal relatore Antonio Azzollini (Pdl), che stabilisce infatti che per "contenere gli oneri generali di sistema gravanti sulla spesa energetica di famiglie e imprese" e "promuovere le fonti rinnovabili", si "assicura che l'importo complessivo derivante dal ritiro da parte del GSE dei certificati verdi", a decorrere "dalle competenze dell'anno 2011, sia inferiore del 30% rispetto a quello relativo alle competenze dell'anno 2010, prevedendo che almeno l'80% di tale riduzione derivi dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso". Questa misura, spiega la relazione tecnica, "non comporta effetti sui saldi di finanza pubblica".

L'emendamento interviene anche sul Cip6, il sistema di incentivi ai produttori di energia da fonti rinnovabili e assimilate. Le risorse derivanti dalle risoluzioni anticipate delle convenzioni Cip6 saranno destinate ad un fondo del Ministero dell'Istruzione per interventi nel settore della ricerca e dell'università.

Sembra inoltre che entro luglio partiranno i lavori del tavolo sulle energie rinnovabili chiesto e ottenuto dagli Enti locali. Lo riferisce Enrico Borghi, presidente dell'Uncem, a margine della conferenza unificata che ha avuto luogo al ministero degli Affari regionali. "Il sottosegretario Saglia si è impegnato a farlo partire entro il mese. E' un risultato importante - osserva Borghi - perché le autonomie locali stanno investendo e serve una regia". Il tavolo servirà ad applicare il piano nazionale sulle energie rinnovabili e quindi una definizione del burden sharing delle regioni, cioè il loro contributo, diversificato per tecnologia, sull’obiettivo del paese.

10 luglio 2010

a cura della redazione di Qualenergia.it

17.12.09

G.A.Solare: Facciomolo insieme

Lo scorso anno lo Sportello Energia, coordinato da Legambiente Padova in collaborazione con il Comune di Padova ed il Bacino Padova 2, ha promosso il primo gruppo di acquisto solare a Padova. Oltre 180 i kWp installati, corrispondenti a più di 60 impianti domestici, fanno di Padova la capitale del fotovoltaico domestico in Veneto, creando così molti benefici economici ed ambientali per la nostra città. Sono oltre 150 le tonnellate di Co2 che ogni anno non verranno emesse in atmosfera grazie al G.A.Solare, più di settanta mila gli euro di contributo economico che le famiglie padovane riceveranno dallo Stato ogni anno oltre al risparmio nelle bollotte. Il Gruppo d'acquisto ha inoltre dato la possibilità di ottenere condizioni economiche e di servizi che un singolo non avrebbe mai spuntato.


Visti gli ottimi risultati ottienuti l'iniizativa verrà riproposta anche quest'anno. I cittadini interessati potranno dare la pripria dichiarazione d'interesse (questa non prevede nessun obbligo di acquisto), quando sarà stata raggiunta una certa "massa critica" lo sportello energia iniverà un capitolato tecnico, con specifiche tecniche e di garanzia particolari, alle aziende del settore che risponderanno con le loro offerte. Una volta raccolte e catalogate le offerte sarà proprio il Gruppo d'Acquisto Solare in assemblea plenaria e scegliere il partner tecnico che garantirà il prodotto allo stesso prezzo (€/kWp) per ogni aderente del GAS. L'azienda poi si recherà a casa degli aderenti per un sopralluogo e solo dopo aver ricevutoil preventivo deciderenno se ins tallare o meno l'impianto fotovoltaico.

Grazie ai finanziamenti bancari sarà possibile installare un impianto praticamente a costo zero, azzerando anche la spesa delle bollete elttriche della pripria abitazione.
Il gruppo d'acquisto riguarderà anche i pannelli solari termici, che grazie al calore del sole riscaldano l'acqua per uso sanitario, lo scorso anno sono stati installati oltre 100mq di solare termico con un risparmio pari del 40% rispetto al prezzo di mercato.

L'utilizzo di energia solare è uno strumento fondamentale per contrastare l'effetto serra ed i cambiambenti climatici, la diffusione di buone pratiche come questa è inoltre un segnale politco forte che riesce a tracciare un'alternativa alle scelte scellerate, insicure ed antieconomiche che il governo sta facendo percorrendo la strada verso il nucleare.

L'adesione può essere data rivolgendosi allo sportello energia oppure attraverso il sito http://lagiustaenergia.legambientepadova.it

Piero Decandia, Responsabile Energia Legambiente Padova

20.7.09

Nucleare canadese sospeso per eccesso di costo


In Canada le offerte per costruire due nuovi reattori nucleari arrivano ad oltre il triplo di quanto il Governo aveva preventivato e la gara viene sospesa. EDF in casa chiede di aumentare le tariffe per finanziare il nucleare e la nostra Enel, che sta per imbarcarsi nell'avventura atomica italiana, deve confrontarsi con un debito imponente. In un intervento, già apparso su "ecquo", il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, fa i conti in tasca all’atomo.

La questione dei costi, oltre a quelle non meno preoccupanti concernenti sicurezza e impatto ambientale, è uno dei versanti sul quale la paventata "rinascita nucleare" di questi anni sta suscitando più dubbi. Riceviamo da Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia la segnalazione di un suo breve intervento sul sito "Ecquo" in cui porta un ulteriore esempio della fragilità economica che l'atomo sta dimostrando.


Mentre in Francia EDF chiede un aumento del 20% delle tariffe per finanziare il nucleare – avendo un debito di circa 25 miliardi di euro – in Canada le cifre per un’offerta lanciata per due nuove centrali nucleari da costruirsi a Darlington hanno ricevuto un’offerta tripla rispetto alle attese, tanto che il ministro dell’energia George Smitherman ha sospeso la gara.

Una delle offerte era dell’AECL (Atomic Energy of Canada Limited) per due unità Candu – un reattore ad acqua pesante di costruzione canadese – da 1.200 MW ciascuna, a un costo di 26 miliardi di dollari, 10.800 dollari a kW. Vale la pena ricordare che, secondo le stime del 2009 del DOE statunitense, il costo, senza interessi, del nucleare è stimato a circa 3,318 $/kW mentre l’autorità canadese aveva a riferimento per la gara un costo di 2.900 $/kW.

Una seconda offerta, invece, veniva dai francesi di AREVA NP, con due EPR da 1.600 MW a un costo di 23,6 miliardi di dollari, pari a un costo di 7.375 dollari/kW. Se riportiamo tutto in euro e lasciamo perdere i Candu e ci concentriamo sull’EPR – oggetto del memorandum tra Italia e Francia siglato in febbraio – il costo per kW è di 4.587 euro/kW, quasi tre volte il costo che è stato alla base del contratto con la Finlandia (1.600 euro per kW).

EDF chiede un aumento delle tariffe in casa per fronteggiare i costi crescenti del nucleare, ma ha solo la metà del debito di Enel con un fatturato simile. Greenpeace ha presentato a suo tempo un rapporto proprio sulle prospettive nucleari dell’azienda elettrica italiana a fronte del suo indebitamento, senza ricevere alcuna risposta.

Il Presidente del Consiglio – alla vigilia del G8 - ha continuato ad attaccare gli obiettivi delle rinnovabili parlando di costi dell’ordine del 2% del PIL. Un recente rapporto del CER presieduto da Ruffolo (si veda documento su Qualenergia.it) mostra invece che l’effetto sul PIL è in realtà positivo (gli investimenti sulle rinnovabili vengono conteggiati nella misura del PIL) e che l’effetto sul indebitamento è marginale e può essere contenuto aumentando l’impegno sull’efficienza energetica che consentirebbe di raggiungere effettivamente gli obiettivi europei (riducendo la richiesta di energia, occorrono meno rinnovabili per raggiungere l’obiettivo).
A quando un vero dibattito aperto e partecipato sul tema?


Giuseppe Onufrio (direttore di Greenpeace Italia)
Articolo pubblicato sul sito Ecquo

17 luglio 2009